MILANO: il Comune invade le scuole col "Manifesto Lgbt" patrocinato da MIUR e UNAR

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MILANO: il Comune invade le scuole col "Manifesto Lgbt" patrocinato da MIUR e UNAR

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MILANO: il Comune invade le scuole col "Manifesto Lgbt" patrocinato da MIUR e UNAR

"Esilarante la scenetta di quando la madre lo trova che sta facendo sesso con uno sconosciuto e lui avrà la determinatezza di spiegarle che nel mondo gay funziona così, cioè prima si scopa poi ci si conosce."

Quale scenetta? Una delle diverse a sfondo sessuale presente nel film Né Giulietta né Romeo della regista e attrice Veronica Pivetti. Ne volete un'altra? Ecco qui: 

"Il giovane protagonista scoprirà la causa di questi ripetuti insuccessi quando a scuola viene picchiato dal bullo di turno, in questo caso assai affascinante, tanto da procurargli nel mentre la tanto attesa erezione (cosa che gli impedirà di denunciarlo). Molto eloquente la scena di quando viene aggredito dal tipo sotto la doccia, che diventa quasi un amplesso (a ricordarci che spesso gli omofobi sono solo dei gay repressi)."

Da dove sono prese queste citazioni? Direttamente dal portale di rassegna cinematografica Cinemagay.it, che definisce con orgoglio il film della Pivetti uno dei migliori "manifesti Lgbt" del cinema italiano. 

Non ci sarebbe alcun problema, visto che ognuno vede i film che vuole, se non fosse che il Comune di Milano ha deciso di invadere letteralmente le scuole della città proiettando Né Giulietta né Romeo per dire ai ragazzi - cioè ai figli delle famiglie milanesi - che cosa devono pensare dell'omosessualità e di come eventualmente affrontare tendenze o pulsioni omosessuali che dovessero presentarsi nella normalmente turbolenta fase dell'adolescenza.

Lezione numero uno? "Prima si scopa e poi ci si conosce". Educativo, no?

No. Tragicamente diseducativo, e soprattutto frutto di una visione ideologica e totalmente materialistica dell'affettività e della sessualità, in cui la soddisfazione delle pulsioni erotiche viene prima della vera conoscenza di sé e dell'altro.

Per giunta, tutto ciò raccontato in chiave omosessualista, perché così vuole oggi il politicamente corretto


FIRMA SUBITO PER CHIEDERE AL SINDACO SALA DI SOSPENDERE LA COLONIZZAZIONE IDEOLOGICA LGBT NELLE SCUOLE DI MILANO!


La polemica è scoppiata in città già dopo la prima proiezione al Liceo Cavalieri il 25 febbraio scorso, dove, grazie al dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale dr. Marco Bussetti e all'Assessore alle Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino, su proposta dell'associazione Lgbt AGEDO è stata disposta la proiezione del film.

L'Ufficio Scolastico ha voluto segnalare che il film è "protetto" dal patrocinio ufficiale dell'UNAR (...e come ti sbagli!), dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Consolato Generale degli Stati Uniti d'America (nientemeno!), dall'Associazione "Il Cinema e i Diritti" e dalla stessa AGEDO

La regista Veronica Pivetti ha ricordato che a questi autorevoli patrocini si debba aggiungere quello di Amnesty International, perché "questo film si occupa dei diritti umani", nonché il giudizio della Censura che l'ha valutato come adatto ad ogni età.

È seguito un "dibattito" con la regista Pivetti, che ovviamente è stato del tutto a senso unico e senza alcuna possibilità di sentire voci relatrici discordi sul tenore dei temi trattati nel film. Nonostante questo, numerosi studenti sono intervenuti in senso critico dimostrando grande maturità. E questo ci fa ben sperare.

A seguito di proteste giunte fin dentro il Consiglio Comunale, l'Assessore alle Politiche Sociali, Salute e Diritti Pierfrancesco Majorino - che ha già inserito la pellicola all'interno del 6° Forum delle Politiche Sociali del Comune di Milano - ha rilanciato con ancor più sfrontatezza la sfida alla libertà educativa delle famiglie promettendo, testualmente, "altre 10, 100, 1000 proiezioni del film" nelle scuole della città.

Dobbiamo assolutamente rispondere all'ennesimo attacco alla libertà educativa della famiglia. Se non lo facciamo, l'attacco aumenterà sempre più e si arriverà all'esproprio totale del diritto dei genitori di educare i loro figli. La Storia lo insegna. La famiglia è il baluardo contro ogni ideologia totalitaria. E quella LGBT non è che l'ennesima.

Vinceranno le famiglie? Dipende.

Tu firmerai e condividerai la petizione?

Se lo farai, abbiamo qualche speranza...


 SOSTENGONO QUESTA PETIZIONE

Comitato Difendiamo i Nostri Figli - Milano

Comitato Difendiamo i Nostri Figli - Milano Lambrate

Generazione Famiglia - La Manif Italia

Associazione "Non Si Tocca La Famiglia"

Associazione "Nonni 2.0"

 


+ Letter to:

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Basta propaganda Lgbt nelle scuole di Milano!

Alla cortese attenzione:

Maria Elena Boschi, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del CdM con delega alle Pari Opportunità (UNAR)

Valeria Fedeli, Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

Marco Bussetti, Dirigente Ufficio Scolastico Regionale Lombardia

Giuseppe Sala, Sindaco di Milano

Pierfrancesco Majorino, Assessore Politiche Sociali, Salute e Diritti Comune di Milano

 

Chiedo che il Comune di Milano smetta di colonizzare le scuole della città col film "manifesto Lgbt" Né Giulietta né Romeo, sponsorizzato dal Ministero dell'Istruzione - Ufficio Scolastico Regionale Lombardia e patrocinato dall'UNAR - Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il film in questione tratta  in modo fazioso e propagandistico la delicata tematica del manifestarsi di tendenze omosessuali nella delicata e critica fase adolescenziale. Sono presenti inoltre scene a sfondo sessuale tra minorenni che le famiglie hanno il sacrosanto (e costituzionale!) diritto di ritenere altamente diseducative per i loro figli. Basta trasformare le scuole in campi di rieducazione politica di massa!

Cordialmente

MILANO: il Comune invade le scuole col "Manifesto Lgbt" patrocinato da MIUR e UNAR

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