No all'infanticidio neonatale!

Petizione a: Consiglio d'Europa

 

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No all'infanticidio neonatale!

Ogni anno in Europa diversi bambini nascono a seguito di una procedura abortiva dopo la ventesima settimana di gravidanza. Nella maggior parte dei casi, questi bambini vengono lasciati morire senza assistenza, faticando a respirare, a volte per diverse ore, o vengono uccisi con un'iniezione letale o soffocamento, per poi essere gettati tra i rifiuti organici.

Lo scorso 19 novembre, il Commissario per i diritti umani nel Consiglio d'Europa ha affermato che, secondo lui, l'infanticidio non è compreso nella sua sfera di competenza e si è rifiutato di incontrare le ONG che desideravano informarlo sul tema. A luglio il comitato dei ministri non ha potuto trattare l'argomento. Chiediamo all'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa di condannare questa pratica disumana.

Il primo novembre, quattro organizzazioni non governative (International Catholic Child Bureau, World Union of Catholic Women's Organisations, Federation of Catholic Family Associations in Europe e European Centre for Law and Justice) hanno chiesto un incontro con Nils Muižnieks, Commissario per i diritti umani per il Consiglio d'Europa, per poter presentare un documento sul destino dei bambini nati vivi a seguito di un aborto.

Questi fatti sono attestati da dati ufficiali e dalle testimonianze di ostetriche. Secondo uno studio pubblicato nel British Journal of Obstetrics and Gynaecology, alle ventitreesima settimana di gravidanza, la percentuale di bambini sopravvissuti all'aborto è del 10%.

Abbandonare alcuni di questi bambini senza cure, o ucciderli, solo perché non sono desiderati, è una pratica disumana. Ecco perché le ONG vorrebbero incontrare il Commissario per i diritti umani per informarlo di queste pratiche e per chiedere di riaffermare il principio secondo il quale tutti gli esseri umani nati vivi hanno lo stesso diritto di vivere e devono ricevere cure adeguate e necessarie, senza discriminazioni che dipendono dalle circostanze della nascita, nel rispetto dei diritti umani.

Il commissario si è rifiutato di ricevere le ONG, sostenendo che il suo mandato non prevede queste questioni. Tuttavia, lo scorso 15 gennaio il commissario aveva preso posizione contro l'aborto selettivo per genere, chiedendo di punirlo in quanto crimine. Inoltre la Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia, che celebra il venticinquesimo anniversario, ricorda che “il bambino, a causa dell'immaturità fisica e mentale, ha bisogno di salvaguardia e cure speciali, tra le quali un'adeguata protezione legale, prima e dopo la nascita”.

Già a luglio, a seguito di una questione sollevata da un deputato, il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, che riunisce i governi dei 47 stati membri, non è riuscito a raggiungere un accordo sui provvedimenti da adottare “per garantire che i feti sopravvissuti all'aborto non vengano privati delle cure mediche a cui hanno diritto, come persone umane nate vive, secondo la Convenzione Europea sui Diritti Umani”. Alcuni governi, per paura di mettere in dubbio l'aborto tardivo, rifiutano di riconoscere pubblicamente che i neonati hanno diritti.

Il rifiuto del Commissario per i diritti umani e l'incapacità del Comitato dei Ministri di affermare che tutti i neonati hanno il diritto di vivere e ricevere assistenza medica sono fatti a dir poco scioccanti; dimostrano un tacito consenso all'infanticidio e a procedure disumane.

Rimane tuttavia l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, che può avere il coraggio di affrontare la questione e compensare gli errori del commissario e del Comitato dei Ministri.

A questo scopo, il ECLJ presenterà ufficialmente la questione all'Assemblea Parlamentare, secondo la procedura ufficiale della petizione (regola 65 delle Regole sulla Procedura dell'Assemblea). Questa procedura permette ad ogni cittadino di chiedere al Presidente dell'Ufficio dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa di inserire una nuova voce nell'agenda.

Per dare peso alla richiesta da presentare all'Assemblea, l'European Center For Law and Justice invita i cittadini a collaborare attraverso questa petizione. Chiediamo di firmarla per denunciare e porre fine a queste pratiche disumane.

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No all'infanticidio neonatale

All'attenzione del presidente dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa e dei membri dell'Ufficio

Ogni anno, molti bambini sopravvivono a seguito di un aborto tardivo. Nella maggior parte dei casi, questi bambini vengono abbandonati a morire senza alcuna assistenza, faticando a respirare, a volte per diverse ore, oppure vengono uccisi attraverso un'iniezione letale o soffocamento, per poi essere gettati tra i rifiuti organici.

A seguito del rifiuto da parte del Commissario per i Diritti Umani e data l'incapacità del Comitato dei Ministri di affermare che tutti i neonati hanno il diritto di vivere e di ricevere assistenza, vi chiediamo di includere questo tema nell'agenda dell'Assemblea, nel rispetto dell'articolo 65 delle Regole sulla Procedura dell'Assemblea.

Chiediamo di indagare sulla pratica dell'infanticidio neonatale e di condannarla con chiarezza.

Chiediamo in particolare di ricordare che tutti gli esseri umani nati vivi hanno lo stesso diritto di vivere, di avere un'integrità fisica e di ricevere assistenza medica senza discriminazioni che dipendono dalle circostanze della nascita, come previsto dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani e Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia.

Il Consiglio d'Europa non può ignorare il proprio dovere di garantire il rispetto dei diritti fondamentali nei confronti di tutti gli esseri umani.

Un bambino prematuro è un essere umano e merita di essere protetto!

Cordialmente

No all'infanticidio neonatale!

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