Chiedi il diritto di obiezione etico-religiosa, basta una firma!

Destinatario: Egregi Onorevoli e Senatori

 

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Chiedi il diritto di obiezione etico-religiosa, basta una firma!

La famiglia è la cellula fondamentale di un organismo sociale vivente.

La politica ha il compito di tutelare la famiglia, garantendo l'educazione e la conciliazione di tempi di vita erogando servizi accessibili a tutti, ma anche il compito di tutelare il rispetto etico-religioso e i valori ad essi connessi. La religione cattolica, così come quasi tutte le altre, disapprova da sempre la pratica dell'aborto e tutela la dignità dell'essere umano sin dal suo concepimento. Il processo produttivo dei vaccini presenta risvolti bioetici inaccettabili: utilizza cellule diploidi umane, ricorrendo alla pratica dell'aborto, e i feti, asportati vivi, vengono inviati direttamente ai laboratori farmaceutici!

Chiediamo che sia rispettata l'obiezione etico-religiosa come sancito dalla nostra Costituzione, laddove una pratica obbligatoria imponga l'uso di cellule fetali abortite presenti in alcuni vaccini obbligatori, permettendone pure lo sfruttamento economico!

Tantissimi stati di diritto riconoscono ai fedeli di ogni culto il rifiuto delle vaccinazioni che non rispettino i propri dettami religiosi. Anche l'Italia, paese cattolico per antonomasia, deve consentire ai genitori di poter operare le scelte medico-sanitarie che riguardano i propri figli con l’obiezione ad un obbligo che non rispetta i nostri valori religiosi.

Il diritto all'obiezione etico-religiosa non può essere negato col ricatto dell'esclusione scolastica! Il DDL 770 in discussione in Senato prevede la sospensione alla frequenza per ogni ordine e grado di scuola, laddove lo scostamento delle soglie di copertura vaccinale sia significativo, rendendo il panorama ancora più coercitivo e preoccupante!

Non lasciamo che nel suo 70° anniversario la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo adottata dall’ONU sia lettera morta, chiediamo a tutti con forza che venga rispettato il diritto all'educazione e all'obiezione etico religiosa!

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Destinatario: Egregi Onorevoli e Senatori

Ci rivolgiamo a Voi, nella speranza di riuscire a coinvolgerVi in una doverosa riflessione sul delicato tema dell'obiezioneetico-religiosa ai trattamenti sanitari quali le vaccinazioni obbligatorie.

Benchè la sicurezza e l'efficacia dei vaccini siano spesso oggetto di discussione, raramente si affronta anche l'argomento legato alla loro metodologia produttiva che fa emergere numerosi e preoccupanti risvolti.

Vorremmo pertanto cogliere questa occasione per focalizzare la Sua attenzione sulla vaccinazione trivalente MPR (vaccino contro morbillo, parotite e rosolia) e sulla vaccinazione contro la varicella, rese, tra altre, obbligatorie dalla Legge 119/2017. Questi farmaci sono prodotti a partire da linee cellulari fetali di origine abortiva, la cui natura è celata, per i vaccini, sotto gli acronimi WI-38, MRC-5 e WALVAX 2. Le prime linee cellulari fetali sono state sviluppate già a partire dagli anni ‘60.1 I primi tentativi di utilizzare organi fetali risale agli anni ‘30.

L’aspetto più aberrante nella produzione di vaccini, è rappresentato dal fatto che i feti, per essere utilizzati, vengono asportati sani e vivi2 e poi inviati direttamente ai laboratori farmaceutici.3

Al fine di comprendere la reale portata del problema è pertanto necessario capire come siano strutturate le tre linee cellulari contenute nei vaccini: la prima è la linea WI-38 (Istituto di Winstar 38),4preparata e sviluppata da Leonard Hayflick nel 1964,contenente fibroblasti diploidi di polmone umano, provenienti da un feto femmina che venne abortito perché la famiglia era già troppo numerosa. WI-38 è usata per la preparazione del vaccino contro la rosolia. Per isolare il ceppo della rosolia RA 27/3 (dove R= rosolia, A=aborti, 27= ventisettesimo feto sperimentato, 3= terzo tessuto espiantato), il dott. Plotkin dovette espiantare culture provenienti da ventisei aborti di feti vivi e sani. Solo il ventisettesimo era affetto dalla rosolia. In Giappone sono riusciti a produrre un vaccino contro la rosolia senza utilizzare linee cellulari umane.5

La seconda linea è la MRC-5 (Consiglio di Ricerca Medico 5),6 prodotta con fibroblasti di polmone umano che provengono da un feto maschio di 14 settimane abortito a causa dei “disturbi psichiatrici” sofferti dalla gestante, una donna di 27 anni nel Regno Unito. MRC-5 è stata preparata e sviluppata da J.P. Jacobs nel 1966.

  La terza linea, molto più recente e non ancora in fase di produzione vaccinale, si chiama WALVAX7 ed è stata valutata come coltura per la crescita di virus della rabbia, dell'epatite e della varicella; essa è derivata dal tessuto polmonare di un feto di sesso femminile di età gestazionale di circa tre mesi, scelto tra nove campioni di feti abortiti forniti dal Dipartimento di ostetricia e ginecologia dello Yunnan Hospital in Cina, sottoposti a uno screening rigoroso basato su criteri di inclusione accuratamente specificati.8 Secondo uno dei primi studi pubblicati nel 2008, gli scienziati hanno notato che le cellule WALVAX 2 si replicano più rapidamente rispetto alle linee cellulari già esistenti. Gli stessi autori dello studio hanno di fatto procurato l'interruzione di gravidanza in nove gestanti cinesi per trovare le linee cellulari più consone alla ricerca. Le donne hanno effettuato un parto abbondantemente prematuro, con la tecnica denominata water bagging (versione rapida del parto in acqua) che rende certa la nascita di feti vivi, i cui organi intatti sono stati immediatamente inviati ai laboratori per preparare le cellule.9

Negli studi resi noti dal CDC (Centers for Disease Control) e dal NCBI (National Center for Biotechnology Information, Centro Nazionale per le Informazioni Biotecnologiche degli Stati Uniti), si parla di queste linee cellulari e dei metodi utilizzati per ottenerela linea WALVAX 2, ovvero la più recente e la più produttiva.10

Il fatto che molti vaccini11 siano prodotti su linee cellulari ricavate da feti volontariamente abortiti rende assolutamente inaccettabile, moralmente, eticamente e religiosamente l'imposizione di un obbligo di legge alla loro somministrazione, perchè non solo è aberrante l'idea stessa di aborto in sé, ma lo è ancor di più la pratica adottata per procurare alle industrie farmaceutiche feti vivi.12 Accettando la commercializzazione di vaccini contenenti DNA fetale umano, si alimenta anche il business collegato alla messa in commercio dei prodotti farmaceutici così sviluppati.13

Va ricordato che, secondo una dichiarazione della Pontificia Academia Pro Vita del 5 Giugno 200514, i genitori sono sottoposti a un’ingiusta “costrizione morale della coscienza” quando devono scegliere se utilizzare vaccini prodotti su linee cellulari fetali, ed è pertanto doveroso lottare perchè ne vengano approntati altri.

Per tutte le persone osservanti la religione cattolica, esistono tre encicliche recenti che ribadiscono la millenaria condanna della Chiesa nei confronti di questa pratica e, come logica conseguenza, di farmaci e/o terapie che siano sviluppati a partire dalla stessa. Facciamo riferimento a Evangelium Vitae15 (1995), Donum vitae16 (1987) eDignitas Personae17 (2008). In particolare, dalla lettura di quest'ultima si legge che la Chiesa ha il dovere di “opporsi a tutte quelle pratiche che determinano una grave e ingiusta discriminazione nei confronti degli esseri umani non ancora nati, che hanno la dignità di persona, creati anch’essi ad immagine di Dio. Dietro ogni no rifulge, nella fatica del discernimento tra il bene e il male, un grande sì al riconoscimento della dignità e del valore inalienabili di ogni singolo ed irripetibile essere umano chiamato all’esistenza”.

Purtroppo ogni tentativo di contrastare l'uso delle cellule fetali abortite si è arenato di fronte alla indisponibilità dell'industria farmaceutica e di un certo tipo di “comunità scientifica” totalmente indifferente di fronte alla sensibilità dei fedeli di varie confessioni religiose.

Infatti, la religione cattolica non è l'unica a condannare l'aborto. Esso rappresenta una pratica inaccettabile anche per le comunità musulmana,18 ebraica,19 buddista,20 induista,21 per i Testimoni di Geova,22 i protestanti23 e gli ortodossi.24

Non tutte le Nazioni si dimostrano disattente alle esigenze dei fedeli. Negli USA il legislatore ha previsto la possibilità di esercitare l'obiezione di coscienza alle vaccinazioni25 compatibilmente con il dettato del primo emendamento26 della Carta dei Diritti, che garantisce la libertà di culto, parola e stampa. Infatti, quarantasette Stati su cinquanta ammettono lesenzione vaccinale per motivi religiosi, e venti di questi anche per motivi etici, tant'è che le richieste di esenzione fondate su motivi etici e religiosi hanno una diffusione quasi pari a quelle per motivi medici.27

A gennaio del 2018 il presidente Trump ha emanato nuove linee guida al fine di ampliare l’ambito di tutela dell’obiezione di coscienza.28Attualmente anche in Repubblica Ceca è ammessa l’obiezione di coscienza per motivi religiosi.29E anche la Repubblica di San Marino consente che i soggetti tenuti all’obbligo vaccinale possano avvalersi dell’obiezione alla pratica sanitaria suddetta, a patto che venga sottoscritta una polizza assicurativa per responsabilità civile verso terzi con estensione a danni da contagio.30

Risultano, pertanto,  incomprensibili le motivazioni per la quali in uno stato di diritto quale dovrebbe essere il nostro, possa essere negata la libertà di scelta terapeutica.

Un’altra grave conseguenza causata dall’utilizzo di tecniche di coltura che prevedono l’impiego di cellule fetali per la preparazione dei vaccini è di tipo medico: al termine del processo di produzione dei vaccini permane nel prodotto finale una certa quantità di frammenti di DNA che, laddove inoculati, per affinità con l'ospite umano potrebbero innescare un processo noto come ricombinazione omologa31 (che avviene cioè solo nella stessa specie), il quale comporta la modifica del patrimonio genetico del ricevente il vaccino.32

Si vengono così a formare degli inserimenti genomici o mutazioni attraverso la ricombinazione tra DNA virus/cellula fetale/soggetto vaccinato, che danno origine a nuove cellule. Le cellule così createsi ex novo possono essere riconosciute come estranee dal soggetto vaccinato e quindi scatenare nel ricevente una risposta immunitaria volta a eliminarle. Essendo le cellule aggredite quelle del soggetto stesso che provoca la reazione, si scatena una risposta cosiddetta autoimmune, da cui le patologie autoimmuni e gli eventuali disturbi dello spettro autistico.33,34

La Food & Drug Administration, pur riconoscendo la sussistenza di rischi oncogeni associati alla presenza residua di DNA nei vaccini, ha anche stabilito che tali rischi non sussistano laddove la quantità di DNA umano sia limitato a non più di 10 ng (nanogrammi).35

Anche l’OMS nel 2005 aveva stabilito tale limite di sicurezza nella quantità di DNA residuale nei vaccini.36 Tuttavia alcune ricerche indipendenti,37 da ultima quella commissionata da Corvelva, hanno evidenziato che questo limite non è affatto rispettato.38 Nelle analisi condotte sul vaccino Priorix Tetra è risultata le presenza di DNA fetale in alti quantitativi, 1,7 µg (microgrammi) sul primo lotto e 3,7 µg sul secondo, quindi ben oltre il limite massimo di 10 nanogrammi (= 0,01 microgrammi) stabiliti dalla FDA, dall’OMS e dall’EMA.

Oltre ai limiti stabiliti dalle autorità sopra indicate, esistono anche dei trattati internazionali (Convenzione di Oviedo - art. 13, Regolamento UE 536/2014 - art. 90, secondo comma, Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989) - art. 24) che vietano la modifica dell'identità genetica dell'essere umano. Ciò nonostante si accetta che i limiti massimi stabiliti di materiale genetico alieno iniettabile siano superati, accettando così che il Dna del ricevente possa essere modificato.

Nelle schede tecniche di alcuni vaccini presenti sul mercato americano (MMR - morbillo, parotite e rosolia della Merck) è presente la dicitura “non valutato per oncogenesi, mutagenesi e compromissione della fertilità”.39

Le problematiche sopra accennate determinerebbero, già da sole, la necessità di ricercare valide alternative ai vaccini attualmente in commercio, da offrire a tutti coloro i quali si sentano in dovere di effettuare obiezione alle vaccinazioni per motivi etici o religiosi.

Nella nostra Costituzione repubblicana il principio della libertà religiosa è sancito in tutta la sua completezza, sia sotto il profilo individuale sia collettivo, dall’art. 19 che afferma che tutti hanno il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, [...] di esercitare in privato o in pubblico il culto purché, unico limite, non si tratti di riti contrari al buon costume. E’ evidente che se la Carta Costituzionale tutela la libertà di scelta religiosa ciò significa che tale diritto si estrinseca per il singolo credente, non solo nella possibilità di scegliere quale professione religiosa praticare, ma anche di poter mettere in pratica ogni comportamento che sia espressione dei dettami imposti dal proprio credo, pertanto, senza alcuna forma di vincolo imposto da parte dello Stato. Infatti, il libero esercizio ha come unico limite le attività illecite o contrarie al buon costume.

L’obiezione di coscienza rappresenta, di fatto, il rifiuto categorico di compiere atti prescritti dall’ordinamento italiano ma contrari alle proprie convinzioni, come per esempio il fatto di non partecipare in qualità di medico o personale infermieristico agli interventi clinici di interruzione volontaria di gravidanza. Sono atti che confliggono con la libera espressione religiosa e non possono essere oggetto di alcun tipo di prescrizione obbligatoria da parte dello Stato.

La stessa Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE, all’art. 21 sancisce il divieto di qualsiasi discriminazione che sia fondata “sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali”.

Non è superfluo sottolineare che la salute, ormai intesa non come assenza di malattia ma come stato di completo benessere fisico e psichico dell’individuo (Sentenza Corte Cassazione n. 21748/2017), passi attraverso ogni possibile estrinsecazione, quindi anche quella del personale culto religioso, spesso portatore di regole etiche di salvaguardia della vita umana e del rispetto di essa, sin dal momento del concepimento, così come del nucleo familiare in cui questa ha origine, ammesso solo come rapporto consacrato e monogamo. La tutela della salute individuale prevale sulla salute collettiva (Corte Cost. sentenze n. 307/1990 e n. 118/1996). Per tali ragioni, è solo tutelando la salute del singolo che possiamo tutelare come conseguenza naturale anche quella della collettività.

Attraverso l’obbligatorietà vaccinale, la salute diviene il mezzo per assicurare la salute collettiva e non il fine stesso della tutela, sorvolando sulla circostanza che la salute collettiva sia costituita dall’insieme di quella dei singoli individui. Pertanto, non si comprendono le ragioni del diniego della pratica di obiezione vaccinale per motivazioni etiche e religiose anche nel nostro ordinamento.

Con questa nostra lettera non pretendiamo certo di esaurire tutte le argomentazioni inerenti un tema così complesso, complicato e delicato; auspichiamo infatti possa esserci offerta l’opportunità di poterci confrontare con Voi per approfondire la tematica.

Augurandoci che possiate comprendere la gravità della situazione e la preoccupazione che questa genera in noi genitori e, visto che l’argomento non è affatto dibattuto come meriterebbe, speriamo che possiate aiutarci, per quanto di Vostra competenza, a superare gli ostacoli rappresentati da questa Legge e a far valere il diritto di obiezione etico religiosa.

Cordialmente

8 Ma B, He LF, Zhang YL, Chen M, Wang LL, Yang HW, Yan T, Sun MX, Zheng CY. Characteristics and viral propagation properties of a new human diploid cell line, Walvax-2, and its suitability as a candidate cell substrate for vaccine production. Hum Vaccin Immunother 2015;11(4):998-1009.

 

 

Cordialmente

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