Il matrimonio è tra uomo e donna

Petizione a: sindaci e procuratori della Repubblica

 

Il matrimonio è tra uomo e donna

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Il matrimonio è tra uomo e donna

L’ordinamento giuridico italiano distingue la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna (menzionato all’articolo 29 della Costituzione) dalle altre forme di convivenza affettiva, che trovano tutela – ai sensi dell’articolo 2 della Costituzione – in quanto “formazioni sociali” (sentenza della Corte Costituzionale n. 138/10).

È stata, dunque, esclusa la possibilità per la coppia omosessuale di contrarre matrimonio in Italia, così come quella di ottenere la trascrizione in Italia del matrimonio tra persone del medesimo sesso contratto all’estero.

Al riguardo la Corte di Cassazione (che è l’organo supremo della Giustizia, con il compito di assicurare l’esatta osservanza delle leggi e l’uniforme interpretazione della legge) è costante nell’affermare – seppur modificando le ragioni argomentative – l’intrascrivibilità di tale matrimonio (Cass. n. 4184/12).

La legge italiana vigente, quindi, non consente che sia riconosciuto in Italia il matrimonio celebrato all’estero tra persone del medesimo sesso e tale posizione risulta conforme sia alla Costituzione sia alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, dato che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha ritenuto che gli articoli 8 e 14 della Convenzione non impongono affatto agli Stati contraenti di garantire alle coppie dello stesso sesso l’accesso al matrimonio (sentenza Schalk e Kopf contro Austria, § 101).

Anche la sentenza del TAR Lazio che ha ritenuto illegittimo il provvedimento con cui il Prefetto di Roma aveva annullato le trascrizioni di matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero, effettuate dal Sindaco di Roma, ha precisato che «il matrimonio tra persone dello stesso sesso risulta privo dei requisiti sostanziali necessari per procedere alla sua trascrizione».

Chiediamo quindi ai Sindaci italiani di rispettare le leggi della Repubblica e di non effettuare il riconoscimento anagrafico dei matrimoni tra persone del medesimo sesso celebrati all’estero perché esso non è consentito dalla legge.

Chiediamo, inoltre, ai Sindaci italiani di astenersi nell’ingenerare confusione – sostenendo che la legge ammette la trascrizione del matrimonio tra persone del medesimo sesso o che la legge è poco chiara al riguardo – perché ciò è funzionale solo ad interessi politici (cioè a far approvare una nuova e diversa legge), estranei dal compito che i Sindaci hanno quali ufficiali dello stato civile.

Chiediamo, infine, ai Procuratori della Repubblica di promuovere i procedimenti necessari per la cancellazione delle trascrizioni, effettuate da certi Sindaci, dei matrimoni tra persone del medesimo sesso contratti all’estero, poiché tali trascrizioni sono state effettuate indebitamente.


L'ADF-Alliance Defending Freedom International è un'associazione dedicata alla protezione della libertà religiosa, della vita e della famiglia. Ha lo Special Consultative status all'ECOSOC delle Nazioni Unite ed è accreditata all'Agenzia per i diritti fondamentali dell'Unione Europea, al Parlamento ed alla Commissione Europei, all'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa e all'Organizzazione degli Stati Americani. L'ADF International è stata coinvolta in oltre 45 giudizi davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. L'ADF viene audita soventemente dal Parlamento Europeo e da numerosi parlamenti nazionali.

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Il matrimonio è tra uomo e donna

Ai Sindaci dei Comuni della Repubblica Italiana

Considerato che la legge italiana vigente (come interpretata costantemente dalla Suprema Corte di Cassazione) è chiara nel non consentire che sia trascritto in Italia il matrimonio celebrato all’estero tra persone del medesimo sesso e che ciò non viola la Costituzione, né la Convenzione Europea sui Diritti dell'Uomo o altri impegni internazionali assunti dall’Italia chiediamo ai Sindaci italiani di:

- rispettare le leggi della Repubblica e di non effettuare il riconoscimento anagrafico dei matrimoni tra persone del medesimo sesso celebrati all’estero perché esso non è consentito dalla legge;

- non ingenerare confusione – sostenendo che la legge ammette la trascrizione del matrimonio tra persone del medesimo sesso o che la legge è poco chiara al riguardo – perché ciò è funzionale solo ad interessi politici (cioè a far approvare una nuova e diversa legge), estranei dal compito che i Sindaci hanno quali ufficiali dello stato civile.

Ai Procuratori della Repubblica

Considerato che:

- la legge italiana vigente (come interpretata costantemente dalla Suprema Corte di Cassazione) non consente che sia trascritto in Italia il matrimonio celebrato all’estero tra persone del medesimo sesso e che ciò non viola la Costituzione, né la Convenzione Europea sui Diritti dell'Uomo o altri impegni internazionali assunti dall’Italia;

- il Pubblico Ministero «veglia alla osservanza delle leggi» ed in ogni tempo può promuovere il procedimento per la cancellazione di un atto dello stato civile indebitamente registrato;

chiediamo ai Procuratori della Repubblica di promuovere i procedimenti necessari per la cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni tra persone del medesimo sesso contratti all’estero, effettuate dai Sindaci dei comuni siti nel circondario degli uffici cui sono preposti.

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