Guerra Russia-Ucraina, ci dissociamo dalle decisioni del Governo italiano

Destinatario: All'ambasciatore russo Sergey Razov

 

Guerra Russia-Ucraina, ci dissociamo dalle decisioni del Governo italiano

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Egregio Signor Ambasciatore Sergey Razov,

come cittadini italiani ci sentiamo in dovere di prendere carta e penna e ribadire con forza le nostre posizioni, che sono oggi più che mai fermamente contrarie alla politica del governo di Mario Draghi. La decisione senza appello presa dal presidente del Consiglio italiano (mai eletto) di inviare armi all’Ucraina, l’ignobile spettacolo messo in scena in Parlamento dove, nella delicata situazione in cui ci troviamo, si assiste allo show a senso unico di un capo di governo venuto a dettare legge in casa nostra, quasi che le aule che ospitano le nostre istituzioni fossero un teatro occupato da burattini, le politiche di questi mesi volte e negare le libertà civili, religiose e politiche di milioni di persone imposte dall’alto per assecondare i piani di certe èlite, non corrispondono in nessun modo e in nessun caso al nostro modo di pensare la politica e alla volontà di noi cittadini. Come cittadini italiani ci dissociamo dunque con forza dall’attuale governo e di seguito ecco perché.

Ci dissociamo dalle decisioni di un governo che, calpestando la Costituzione, si permette di offendere prima di tutto il prestigio del nostro Paese e delle nostre Istituzioni. Ci dissociamo con forza riconoscendo che l’Italia, come espresso nell’articolo 11 della nostra Costituzione, è un Paese che “ripudia la guerra” e che dovrebbe lavorare per la Pace.

Ci dissociamo con forza dalle parole di un governo incapace di equilibrio e diplomazia, in un momento in cui c’è certamente molto più bisogno di ascoltare che non di parlare.

Ci dissociamo con forza da un sistema massmediatico asservito alle decisioni governative che ha sposato la narrazione a senso unico, incapace di lavorare con professionalità e imparzialità, alla ricerca della Verità.

Ci dissociamo con forza da un governo che non aiuta il suo popolo, che lo mette alla fame, che non è capace di tutelare gli interessi e la salute dei suoi cittadini e che anzi impedisce agli stessi, in particolar modo a quelli più giovani, di vivere in libertà, di crescere in modo sano, di coltivare un futuro. Il tutto in nome di interessi economici e di decisioni incostituzionali che vanno palesemente e totalmente in contrasto con i più elementari diritti umani e le naturali libertà di ognuno.

Ci dissociamo con forza dalle decisioni di un governo capace di legiferare sempre e solo in favore di politiche di morte che non tutelano la vita e i valori cristiani ma solo gli interessi delle élite e delle multinazionali.

Ci dissociamo con forza da un Governo che opera in nome e per conto di terzi che portano avanti progetti quali la quarta rivoluzione industriale e il Great Reset, che sono in totale contrasto con i valori cristiani e che porteranno inevitabilmente a sconvolgimenti pericolosi e dannosi per il futuro dei nostri figli e del nostro Paese.

Ci dissociamo con forza da una classe politica asservita agli interessi di pochi e priva di etica e senso morale. Ci dissociamo con forza da un governo e da quelle Istituzioni che puniscono chi vuole esercitare in Italia il pensiero critico e manifestare legittimamente il suo dissenso.

Ci dissociamo con forza da questa Unione Europea, incapace di rappresentare e difendere i suoi cittadini, ma capace solo di assecondare i piani distruttivi e suicidi delle élite.

Il nostro Paese è sempre stato accogliente e riconoscente nei confronti della Russia. Lo ricorda il popolo messinese, dopo il terremoto del 1908, che ha potuto essere soccorso dagli “angeli russi” della Marina dello Zar, lo ricorda l’intero popolo italiano quando subito dopo lo scoppio del Covid la Russia ci fornì aiuti e assistenza. Il nostro Paese è consapevole e riconoscente dell’amore del popolo russo per il popolo italiano e per la sua Patria. Così come, contemporaneamente, è consapevole della sofferenza del popolo ucraino, vittima come quello italiano delle manovre del Deep State.

La nostra cultura è debitrice della cultura russa, le cui tracce e la cui grandezza riecheggiano nei teatri e nelle università italiane, nei libri, nell’arte e nella storia. La nostra cultura e il nostro sentire e percepire la vita e la società si dissociano dalle ideologie dell’Occidente moribondo, incapace di difendere valori sani ed educativi e capace solamente di inseguire il capitalismo distruttivo e i disvalori che porta con sé: dal gender alle politiche Lgbt fino all’umanesimo e transumanesimo passando per un materialismo sfrenato che cancellano le nostre profonde origini cristiane, la nostra etica e le radici della nostra civiltà.

Ci dissociamo da chi vuole il nostro popolo e quello d’Europa e del mondo schiavo e senza pensiero critico, da chi ci vuole consumatori senza storia, senza tradizione e senza cultura. Da chi tenta di annientarci nel corpo e financo nell’anima tentando di cancellare quello che erano i nostri genitori, i nostri nonni. Quello che eravamo noi.

Esprimiamo al Vostro popolo e al Vostro governo solidarietà e vicinanza per il razzismo subito in questi giorni, per la violenza che le nostre orecchie hanno dovuto sentire nei Vostri confronti.

Esprimiamo sostegno alle Vostre famiglie in Italia e in Russia.

Esprimiamo il nostro supporto a voi, un popolo fratello, il catechon di questi ultimi, apocalittici, tempi.

Chiediamo al Vostro governo di resistere, con l’aiuto della Madonna e di Cristo, agli assalti del male.

Chiediamo alla vostra gente di non cedere ai ricatti del nemico che ci vuole uno contro l’altro.

Chiediamo al Vostro Presidente di resistere in nome della verità. Un Presidente che ha dimostrato di volersi opporre alla tirannide del Great Reset, che ha portato negli anni la Russia ad essere una potenza sovrana, forte, solida, fedele alle proprie tradizioni. Una potenza mondiale.

Chiediamo a lui di lavorare sempre in nome della Pace e in comunione con Cristo per il trionfo del Bene contro il Male.

PRIMI FIRMATARI

Gloria Callarelli – Giornalista -

Ornella Mariani – Scrittrice -

Daniela Coan – Imprenditrice –

Maurizio Blondet – Giornalista -

Devis Bonaldo – Imprenditore -

Daniele Trabucco – Costituzionalista –

Anna Zurlo -Scrittrice –

Davide Lovat – Professore –

Davide Rossi – Scrittore –

Enzo Pennetta – Scrittore –

Giulio Saraceni – Storico -

Domenico Mastrangelo – Medico -

Daniele Libralon – Università Indef Bellinzona -

Roberto Varaschin – Uomo libero -

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