Proibire l'aborto è "inumano, crudele e degradante"

L'aborto non è un diritto

 

Proibire l'aborto è "inumano, crudele e degradante"

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Proibire l'aborto è "inumano, crudele e degradante"

Il Comitato di diritti umani delle Nazioni Unite sta discutendo in questi giorni la relazione sulla interpretazione dell'art.6 della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici.

Nel mese di luglio, il Comitato ha tenuto un'audizione per ascoltare le organizzazioni della società civile, tra cui CitizenGO. Ecco il nostro Global Editor Luis Losada durante il suo intervento.

Dopo 'aver ascoltato' la società civile, i relatori hanno concluso: 

"A differenza della Convenzione Americana sui Diritti Umani, la Convenzione non si riferisce esplicitamente ai diritti dei bambini non nati, compreso il loro diritto alla vita. In assenza di ulteriori accordi in relazione all'inclusione dei diritti del nascituro nell'articolo 6 e i di un insieme di accordi successivi, il Comitato non presuppone che l'articolo 6 impone agli Stati Membri di riconoscere il diritto alla vita dei non nati".

Addirittura si aggiunge che il divieto di aborto "non può né mettere in pericolo la vita delle madri né causare dolore fisico o mentale o sofferenza". Vale a dire, si stabilisce l'aborto libero 'de facto'.

Il Comitato ritiene che il medico che esegue l'aborto non debba essere mai criminalizzato, e consiglia agli Stati Membri di fornire metodi contraccettivi “per gli adolescenti”.

Sembra che i redattori non abbiano considerato il paragrafo 5 dello stesso articolo 6 della Convenzione sui Diritti Civili e Politici in cui si legge:

 "Non deve essere imposta la pena di morte per i reati commessi dai i minori di 18 anni e da donne durante la gravidanza". Questa frase riconosce implicitamente il diritto alla vita dei bambini non ancora nati.

Inoltre, fare distinzione tra bambino desiderato e non desiderato - come si legge nell'interpretazione dei relatori dell'articolo 6 della Convenzione - non sembra appropriata quando si parla di un diritto fondamentale come il diritto alla vita.

 Infine, i relatori non sembrano tener conto del preambolo della Convenzione sui diritti dell'Infanzia:

 "Il bambino, a causa della mancanza di maturità fisica e mentale, ha bisogno di protezione e di cure particolari, compresa la protezione legale appropriata, sia prima che dopo la nascita".

Firmando questa petizione, invierai una email ai 18 relatori membri del Comitato, per dirgli quello che pensi. Il tuo messaggio raggiungerà il Presidente della Comitato, l'argentino Fabián Omar Salvioli, i vice presidenti Dheerujlall B Seetulsingh e Anja Seibert-Fohr e il relatore Konstatine Vardzelashvili.

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L'aborto non è un diritto

Al Presidente del Comitato ONU per i Diritti Umani Omar Fabian Salvioli, ai vice presidenti Dheerujlall B. Seetulsingh e Anja Seibert-Fohr e al relatore Konstatine Vardzelashvili.

Ho letto con preoccupazione il progetto d'interpretazione dell'articolo 6 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici che sarà discusso il prossimo 26, 28 e 30 ottobre.

Non solo non avete ascoltato la società civile, ma non avete neanche interpretato correttamente il trattato, che vieta la pena di morte per le donne in gravidanza. Una menzione esplicita del diritto alla vita che sta per nascere.

Al contrario, avete sollevato la pena di morte per donne incinte a causa di stupro, incesto o malformazione del feto. Inoltre, fate distinzione tra bambino desiderato e non desiderato per concedere o no il diritto alla vita. Una differenza giuridicamente insostenibile e umanamente riprovevole.

E non solo, ma affermate che costringere una madre a dare alla luce il suo bambino è "inumano, crudele e degradante". Al contrario, quel che è "inumano, crudele e degradante 'è il fatto di condannare il nascituro alla morte perché indesiderato.

Vi esorto a rivedere il testo in modo da renderlo più coerente e in linea con ila Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, con la Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia e con altri trattati internazionali.

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