Un paese nega il Genocidio degli Armeni, dobbiamo accettarlo nella UE?

Fare i conti con la propria storia, giustizia per le vittime e responsabilità per il futuro

 

Un paese nega il Genocidio degli Armeni, dobbiamo accettarlo nella UE?

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Un paese nega il Genocidio degli Armeni, dobbiamo accettarlo nella UE?

Lo scorso 2 giugno 2016 la Germania ha adottato una risoluzione con cui riconosce il tremendo genocidio degli armeni, massacro consumatosi tra il 1915 e 1916. Berlino si è posta a fianco di quei Paesi che hanno voluto onorare la memoria di quegli armeni, vittime del primo genocidio del XX secolo. Grazie a questo gesto si è potuto iniziare a fare luce su questa pagina dimenticata della storia dell’umanità.
 
La risoluzione del Bundestag, approvata all’unanimità, riconosce chiaramente “[...] il ruolo deplorevole del Reich tedesco, che in qualità di principale alleato dell’Impero Ottomano, nulla fece per fermare un siffatto crimine contro l’umanità”.
 
La Germania sa di cosa sta parlando, come dimostrato dal ruolo del giovane ufficiale tedesco Rudolf Hoess, il quale primaha aiutato a modernizzare l’esercito Ottomano durante il genocidio armeno, divenendo qualche anno dopo, durante la Seconda Guerra Mondiale il comandante di Auschwitz.
 
Durante la settimana del 23 giugno scorso, l’Unione Europea è stata soggetta ad uno straordinario scoppio di “islamofobia”, cui le autorità turche hanno risposto con una vena di autocommiserazione.
 
Tuttavia non è possibile evitare il confronto con fatti così vasti, tragici e protratti per lungo tempo. La Germania ha fatto i conti col proprio passato. È giusto che anche la Turchia faccia altrettanto.
 
Sotto l’Impero Ottomano 1 milione e trecento mila (1.300.000) armeni sono stati massacrati in quanto non musulmani. Assieme ad essi sono stati soppressi circa 250mila assiro-caldei e 350mila greco-ortodossi per la medesima ragione. Tutto ciò senza contare gli altri milioni che non hanno avuto altra scelta che abbandonare il proprio paese pur di sopravvivere.
 
Tornando ai giorni nostri, durante il recente viaggio in Armenia, Papa Francesco ha ricordato quel terribile genocidio ribadendo la realtà degli eventi storici che tali rimangono anche se non lo si vuole ammettere. Alcune repliche stizzite non fanno altro che confermare questa semplice verità
 
Occorre che sia fatta chiarezza su avvenimenti di tale portata, prima di legarsi profondamente con paesi che hanno ancora problemi storici e sociali di questa entità: non si tratta di mettere in discussione la pacifica e doverosa convivenza tra civili nazioni bensì di voler mantenere una lungimirante riserva riguardo ad un atto molto più importante quale l’unione politica e la relativa condivisione del bene comune.
 
Per questo, dobbiamo porci una domanda molto grave: possiamo accettare nella UE un Paese che nega l’evidenza di gravi fatti della propria storia come quello del genocidio degli armeni?
 
Purtroppo, no. Per giustizia nei confronti delle vittime e della loro memoria, per rispetto proprio e dei cittadini turchi, per responsabilità nei confronti delle future generazioni evitando di scaricare su di loro il peso di immani questioni irrisolte.
 
Dunque, fintanto che la Turchia non farà i conti con la propria storia, è certamente ingiusto e miope continuare le negoziazioni riguardo ad all’ingresso turco nell’Unione Europea.
 
Questa petizione è rivolta al Presidente della Commissione Europea, Sig. Jean-Claude Junker.
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No ai negazionisti del Genocidio

Al Presidente della Commissione Europea Sig. Jean-Claude Juncker:


Signor Presidente,

Come risulta evidente dall’esito del referendum sulla Brexit, i cittadini dei paesi che costituiscono l’Unione Europea intendono esprimere la propria sovranità. È dunque la volontà popolare che conta.

Oggi, i popoli che assieme danno vita all’Unione Europea non possono accettare che un paese, che nega un genocidio, possa entrare a far parte dell’Unione Europea.

Per questo, la ringraziamo per l’avere chiesto alla Turchia di rivedere la propria storia secondo verità e ragione, così che possa riconoscere il genocidio perpetrato contro il popolo armeno tra il 1915 e il 1916. Chiediamo al contempo che la Turchia venga obbligata a riparare, per quanto possibile, all’incommensurabile danno compiuto in quegli anni.

Fino a quel momento richiediamo, infine, che sia sospesa ogni negoziazione volta all’ingresso della Turchia nella Unione Europea.

La ringraziamo per la profonda considerazione che riconoscerà a questo appello.

Cordialmente

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