La Corte dei Conti contro l'8 per mille

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La Corte dei Conti contro l'8 per mille

CitizenGO è una organizzazione non governativa non confessionale e aperta a tutti, indipendentemente dal credo religioso di ciascuno. Proprio per questo, ci sentiamo liberi di prendere fermamente posizione a favore della Chiesa cattolica italiana, in merito al recente attacco della Corte dei Conti riguardo all'erogazione dell'8 per mille.

In sostanza, la corte ha affermato che l'8 per mille alla Chiesa cattolica "diviene sempre più gravoso per l'erario"",  e puntualizza che la procedura di assegnazione di questa quota di imposta si caratterizzerebbe per "poca pubblicità sulle risorse, rischio di discriminazioni tra i soggetti interessati, assenza di controlli sulla gestione dei fondi."

In primo luogo, la questione sulla possibilità di assegnare l'8 per mille alla Chiesa cattolica, oltre che alla libertà di ogni contribuente, è un tema politico, che la Corte dei Conti non ha nessun diritto di sollevare. Al contrario, la Corte addirittura "consiglia" allo Stato di adottare il modello spagnolo, dove la normativa è "assai meno favorevole per la chiesa rispetto al sistema italiano".

In secondo luogo, entrando nel merito della questione, la Corte afferma che "Le somme disponibili vengono talvolta destinate a finalità diverse anche antitetiche alla volontà dei contribuenti", facendo riferimento al fatto che le campagne pubblicitarie della CEI mostrano iniziative di solidarietà diretta, mentre la Chiesa cattolica destina il 43% dell'8 x mille alle esigenze di culto e pastorale e solo il 22% a interventi caritativi mentre il restante 33% è impiegato per il sostentamento dei ministri di culto. Si tratta di una semplificazione grave e molto fuorviante, dato che (come è ovvio) anche le risorse impiegate per esigenze di culto pastorale e per il sostentamento del clero, in fin dei conti, hanno finalità eminentemente altruistiche e caritatevoli. La Corte si esprime come se i sacerdoti fossero professionisti che forniscono un servizio a una comunità, senza interessarsene umanamente e senza contribuire alla sua vita sociale con gesti di solidarietà umana e materiale. Chiunque abbia conosciuto qualche sacerdote in vita sua sa che si tratta di una schematizzazione priva di buon senso, per non dire maliziosamente pregiudiziale. Molto semplicemente: se non si sostentano i religiosi, la solidarietà da parte della Chiesa cattolica chi la fa, chi la mette in pratica concretamente?

Anziché affermare avventatamente che la Chiesa cattolica incassa troppo dall'8 per mille, i signori della Corte dei Conti si sono chiesti quanto costerebbe allo Stato italiano fornire gli innumerevoli servizi che la Chiesa cattolica offre quotidianamente a tutti i cittadini italiani? Forse scoprirebbero che ciò che sembra troppo è in realtà pochissimo.

La Chiesa cattolica fa tantissimo per la società italiana, anche grazie ad interventi di solidarietà diretta ma non solo. Privare i contribuenti della possibilità di versare l'8 per mille alla Chiesa cattolica significherebbe produrre innanzitutto un grave danno al tessuto sociale del nostro Paese.

Con questa petizione, vogliamo mostrare la nostra solidarietà alla CEI (nella persona del suo presidente, sua Eminenza card. Angelo Bagnasco) e vogliamo invitarla a far sentire la propria voce in merito nel dibattito pubblico, rispondendo a questo attacco insensato e mostrando con coraggio tutto ciò che la Chiesa cattolica fa quotidianamente per contribuire alla buona salute della società italiana, di cui facciamo parte tutti, cattolici e non.

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Per saperne di più: 

Corte dei Conti sull'8xmille: "Favorisce la Chiesa Cattolica, nel 2014 ha incassato più di un miliardo"

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La Corte dei Conti contro l'8 per mille

Eminenza,

voglio mostrare alla CEI la mia vicinanza e solidarietà, a seguito degli attacchi della Corte dei Conti in merito al versamento dell'"8 per mille" alla Chiesa cattolica.

La Corte dei Conti non ha diritto di esprimere giudizi politici sull'opportunità di questo dispositivo fiscale.

Invito la CEI, inoltre, ad esprimere pubblicamente il disagio della Chiesa cattolica di fronte a questa presa di posizione, ricordando con chiarezza l'enorme contributo sociale, economico, umano e culturale che la Chiesa ha sempre offerto e continua ad offrire alla società italiana.

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