Il terremoto ha strappato vite e case

Da tutto il Paese ci uniamo al vostro dolore

 

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Il terremoto ha strappato vite e case

Alle 3.36 della notte tra martedì e mercoledì una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.0 ha colpito l’Italia centrale, in modo particolare la provincia di Rieti. Esprimiamo la nostra vicinanza alle persone colpite dal disastro naturale che ha causato decine di morti e la distruzione di interi abitati.
 
Nella notte tra martedì e mercoledì una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.0 ha colpito alle 3.36 in special modo il reatino, con i maggiori danni registrati ad Amatrice ed Accumuli - praticamente quasi interamente distrutti - e i territori marchigiani (particolarmente Arquata del Tronto) ed umbri.
 
Alla prima scossa, il cui epicentro ad Accumuli si collocava a 4 km di profondità, durando ben più di 2 lunghissimi minuti, è seguita una seconda, anch’essa potente (di magnitutdo 4,4), solo venti minuti dopo. Molte altre di minore intensità si sono avute nelle ore successive, interessando le zone di Perugia, il reatino (di nuovo), Norcia e Castelsantangelo sul Nera (Macerata).
 
Le prime stime hanno parlato di circa 250 morti.
 
Cordoglio per le vittime e vicinanza è stato espresso fin da subito dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “è un momento di dolore e di appello alla comune responsabilità.” “Il mio primo pensiero - prosegue il Capo dello Stato - va alle tante vittime di questo devastante sisma che ha colpito una parte così ampia di territorio nazionale.”
 
Attestazioni di preghiera e solidarietà della Santa Sede sono state dirette alle popolazioni ferite dal sisma. Il Santo Padre ha sospeso la consueta catechesi del mercoledì per pregare il Rosario per le vittime ed i superstiti: “dinanzi alla notizia del terremoto [...] non posso non esprimere il mio grande dolore e la mia vicinanza a tutte le persone [...] che hanno perso i loro cari e a quelle che ancora si sentono scosse dalla paura e dal terrore”.
 
Di fronte al naturale sentimento di paura e smarrimento per la perdita lacerante dei cari e dei luoghi più famigliari, le nostre firme possano essere un gesto di compartecipazione al dolore di tutti, dei sopravvissuti, degli sfollati e dei feriti.
 
Perciò, in queste ore di sgomento, di dolore esprimiamo con una semplice firma la nostra vicinanza e la nostra solidarietà alle persone colpite dal disastro naturale che ha causato decine di morti e la distruzione delle loro case.
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Il Terremoto ha strappato vite e case.

 Ai sindaci di Amatrice, Accumuli, Arquata del Tronto e degli altri comuni colpiti dal recente sisma.
 
Egregi Signori Sindaci,
 
Desidero esprimere la mia vicinanza e solidarietà nel compartecipare al profondo dolore che lei e la popolazione dei vostri comuni.
 
Molti hanno perso i loro cari, le loro case e innumerevoli aspre difficoltà li attendono. Desidero per questo che sentano che noi soffriamo con loro, sappiate che non siete soli di fronte a queste sciagure che si sono abbattute non solo su di voi ma sull’intero Paese.
Cordialmente

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